Copertura Totale a Banda Larga e Tariffe adsl giuste

ADD: Banda Larga nel Servizio Univerale

L’introduzione della banda larga nel Servizio Universale è stato ed è uno dei punti fondamentali per cui Anti Digital Divide fin dalla sua nascita, nel 2004, si è battuta. In Italia siamo stati un po’ pionieri, forse lungimiranti, sicuramente visti come visionari, essendo dei semplici utenti.

Il Servizio Universale è “la fornitura di un insieme minimo definito di servizi a tutti gli utenti finali a prezzo abbordabile”. Le prestazioni inserite nel Servizio Universale devono essere fornite obbligatoriamente. Essenzialmente è previsto l’obbligo di fornire un servizio di telefonia fissa e un accesso efficace alla rete.

Diverse testimonianze, sia dirette sia riportate sul nostro Forum negli anni, fanno emergere come spesso non venga considerata fattibile neppure una richiesta di allacciamento telefonico fatta in un centro abitato, dove spesso troviamo la presenza di apparati quali MUX, UCR e simili, installati dagli operatori (generalmente Telecom Italia, proprietaria della principale rete telefonica italiana), allo scopo di aumentare ‘virtualmente’ il numero di linee disponibili. Queste installazioni avrebbero dovuto essere temporanee, per assecondare improvvisi aumenti di utenze nei quartieri, in attesa di espandere la disponibilità direttamente in centrale. Purtroppo ne esistono ancora a centinaia secondo la nostra mappatura, ma chissà quanti altri sono ancora in esercizio. Questo comporta in numerosi casi l’impossibilità, da parte di nuovi utenti, di attivare persino il normale servizio di telefonia fissa per assenza di ulteriori risorse, a meno di non sostenere in prima persona ingenti costi aggiuntivi, discriminatori rispetto ai costi sostenuti dagli altri utenti e sproporzionati rispetto al servizio offerto.

Il codice delle comunicazioni elettroniche, Art. 58, stabilisce che l’Autorità Garante può designare una o più società per fornire il Servizio Universale. Allo stato attuale, nonostante siano passati 6 anni dall’entrata in vigore della normativa, in Italia un’unica società privata è la principale incaricata di fornire il Servizio Universale nella sua globalità. La nostra Associazione chiede che, finalmente, il Servizio Universale sia aperto a tutti gli operatori e non solamente a Telecom Italia. Affinché gli operatori alternativi abbiano la possibilità di ottemperare al Servizio Universale devono essere dati loro spazi e risorse necessarie a tale scopo, in molti casi infatti, a causa dello stato di degrado e di scarsa manutenzione in cui versa la rete nazionale (fatto dimostrato anche da diverse inchieste televisive di Report e Le Iene), a causa della presenza dei dispositivi limitanti citati in precedenza ed a causa della mancanza di opportuni spazi nelle centrali questi non possono montare i proprio apparati. Tali limitazioni oltre a non consentire il rispetto degli obblighi del Servizio Universale impediscono anche lo sviluppo di una reale concorrenza, drogando il mercato e danneggiando utenti e operatori alternativi.

In Italia si è passati dalla normativa

318 del 1997, in cui vi era il riferimento ad internet del lower boud dei 2400 bit/s, velocità bassissima utile appena all’invio di fax, ad una definizione più generica nell’Art. 54 del Codice delle Comunicazioni del 2003: “La connessione consente agli utenti finali di effettuare e ricevere chiamate telefoniche locali, nazionali ed internazionali, facsimile e trasmissione di dati, nel rispetto delle norme tecniche stabilite nelle Raccomandazioni dell’UIT-T, e deve essere tale da consentire un efficace accesso ad Internet.”

Mentre le raccomandazioni UIT-T rappresentano dei valori di riferimento precisi e standardizzati nell’ambito delle comunicazioni, il concetto di ‘accesso efficace’ ad Internet risulta essere lacunoso e di dubbia interpretazione. Tuttavia alla luce di alcune domande, diversi dubbi vengono fugati:
-è efficace per uno studente aspettare 2/3 ore per scaricare delle dispense?
-E’ efficace per un fotografo, con connessione a 56k, impiegare ore per caricare o scaricare le foto in formato digitale? Gli permette di concorrere efficacemente con un fotografo di un paese vicino che ha a disposizione l’adsl?
-Le Imprese italiane prive di collegamento a banda larga saranno efficacemente competitive nei confronti delle aziende straniere che possono contare non solo sulla su banda larga, ma ultra larga grazie ad una maggiore diffusione e miglior uso della fibra ottica?
-E’ efficace una connessione a banda stretta per sfruttare adeguatamente la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione? E’ possibile concretizzare l’e-government senza un accesso davvero efficace ad internet?
La risposta a queste domande può essere solo una: NO!

ADD chiede al governo italiano e ad AGCOM di riconoscere, come avvenuto in Finlandia e Spagna, la banda larga come diritto fondamentale con la sua introduzione nel Servizio Universale.
Con la nostra proposta il rischio di distorsione viene fortemente limitato, se non superato, perché prima si lascerà spazio al mercato e solo in assenza di questo, ci sarà l’intervento pubblico atto a stimolare gli investimenti privati.
La nostra proposta è di inserire nel Servizio Universale la velocità di 1280/256 Kbit/s. A questa va affiancata una velocità minima garantita (MCR), ma, vista la complessità del tema, ci pare più corretto discuterne con tutti gli attori del settore, prima di indicare una velocità specifica. La velocità 1280/256 Kbit/s è presa in ragione del fatto che già Finlandia e Spagna l’hanno adottata; naturalmente nulla vieta di stabilire una velocità superiore, ad esempio 2 Megabit o più, come indicato nel rapporto Caio o dal Ministro Brunetta. Per rendere meno traumatico questo passaggio agli operatori e limitare i costi, si può prevedere l’obbligo di ottemperare alla fornitura di banda larga solo se sussiste, nella zona da coprire, un determinato numero di utenti pronti a sottoscrivere un abbonamento:
2010 almeno 30 utenti.
2011 almeno 20 utenti.
2012 almeno 10 utenti.
Dal 2013 nessun numero minimo di sottoscrittori.

Raggiunto un numero di 30 unità e verificato che la loro zona non è servita dalla banda larga, gli utenti potranno rivolgersi, direttamente o tramite associazioni, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Sul sito dell’Autorità verrà predisposta una sezione dedicata con tutte le notizie e gli strumenti necessari in cui gli utenti inseriranno i dati richiesti. Successivamente alla presentazione di domanda di copertura da parte degli utenti, AGCOM darà comunicazione che nella zona X è stato raggiunto il limite minimo di utenti, previsto nel Servizio Universale, per la copertura a banda larga. A questo punto verrà lasciato spazio al mercato: tutti gli operatori interessati a fornire banda larga (attraverso fibra ottica, ADSL, Wi-Max, Wi-Fi) avranno 30 giorni di tempo per presentare una loro proposta di copertura.
Se entro 30 giorni non viene presentata nessuna proposta, necessiterà un intervento pubblico, che stimoli e sostenga la copertura. Si creerà una società mista pubblica/privata (che potrebbe chiamarsi Impresa Banda Larga, IBL) con all’interno un rappresentante del Governo, AGCOM, Infratel, Cassa Depositi e Prestiti, operatori nazionali di telefonia fissa/mobile, associazioni di utenti ed altri soggetti interessati. La società sarà aperta a tutti gli operatori che vi vorranno partecipare, questi avranno notevoli vantaggi sia in termini di costi sia di abbattimento di vincoli e burocrazia.
Le nuove infrastrutture create dalla società saranno neutrali ed avranno condizioni di accesso e regole che varranno per tutti gli operatori. Per gli operatori che entreranno nella società e contribuiranno alla costruzione delle infrastrutture saranno previsti degli incentivi-benefici particolari, limitati ad un determinato periodo di tempo.

Viste le problematiche attuali (crisi economica che taglia i fondi a disposizione degli operatori da dedicare agli investimenti, la situazione debitoria di Telecom e il delicato riassetto che sta subendo), nella nostra proposta abbiamo cercato di limitare il più possibile i costi per gli operatori. Il nostro obiettivo primario è quello di garantire un minimo di accesso a banda larga a tutti gli utenti e ci auguriamo che tutti, enti pubblici, operatori, utenti, mettano il massimo impegno per perseguirlo.

Siamo del parere che Telecom Italia dovrebbe dimostrare un grande impegno in questo progetto.
È l’operatore con la maggior quota di mercato, in alcuni ambiti può benissimo essere chiamato ancora monopolista e percepisce un canone telefonico che giustifica come necessario a manutenere ed ammodernare la rete. Anti Digital Divide gradirebbe molto, a tal proposito, avere un resoconto analitico di come i circa 4 miliardi di euro che Telecom percepisce ogni anno dal solo canone vengono impiegati. Abbiamo provato a chiederlo più volte, senza ottenere risposta. AGCOM ha recentemente concesso addirittura un aumento del canone, quindi ne ha sicuramente analizzato i “conti”: cogliamo l’occasione per chiedere che tali dati vengano resi pubblici. La nostra proposta rappresenta una sorta di ultima chiamata per Telecom per tentare di evitare lo scorporo della rete o la separazione funzionale sul modello inglese, una delle poche opzioni (se non l’unica), in grado di garantire una reale apertura del mercato e un rapido sviluppo della banda larga (purtroppo alcun recenti sviluppi stanno gettando ombre anche sull’ipotesti di scorporo della rete).

Franco Bernabè, AD di Telecom, come i suoi predecessori afferma che lo scorporo non è necessario e non è stato realizzato in nessun altro mercato. Dimostri con i fatti queste sue affermazioni, appoggiando la proposta di Anti Digital Divide di introduzione della banda larga nel Servizio Universale e impegnandosi a garantire un effettivo accesso paritario alla rete Telecom a tutti gli operatori concorrenti, altrimenti che scorporo sia e nel minor tempo possibile.

Invieremo al governo e ad AGCOM queste proposte e chiederemo di indire una consultazione pubblica per discutere dell’introduzione della banda larga nel Servizio Universale anche in Italia, così come previsto dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

La nostra proposta è spiegata in maniera dettagliata in questo documento:

Servizio Universale

Indirizzo news
http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=657
Annunci

5 dicembre 2009 Posted by | Anti Digital Divide, banda larga, copertura adsl, Digital Divide | , , , , , , | 1 commento

Beppe Grillo su Tronchetti Provera e Telecom

Continua la battaglia di Beppe Grillo contro Telecom Italia e Tronchetti Provera. Mentre prosegue la Share Action lanciata da Grillo per
riportate la proprietà di Telecom nelle mani dei legittimi proprietari, cioè i cittadini Italiani, non mancano le frecciatine del comico a Tronchetti Provera, alla luce della decisione di cedere Telecom Italia. Beppe Grillo si scusa, sarcasticamente, per aver attribuito a Tronchetti Provera una quota di azioni Telecom pari allo 0.8 per cento, quando la quota effettiva con cui il tronchetto dell’infelicità controlla Telecom è lo 0.08 per cento. I già non idilliaci rapporti che legavano Beppe Grillo alla Telecom hanno subito una ulteriore accentuazione quando, il comico, ha scoperto di essere intercettato da Telecom Italia e ha reagito proponendo una class action contro la compagnia telefonica.

La petizione per l’abolizione del canone Telecom Italia ha superato le 3700 firme, scoprite come partecipare attivamente alla petizione.

Via | Divario Digitale

14 marzo 2007 Posted by | Beppe Grillo, petizione, Telecom Italia | Lascia un commento

Adsl 100 Mb in Italia? No in Francia

L’adsl in Italia è un lusso che 10 milioni di persone non possono permettersi. Per i fortunati che sono raggiunti dalla banda larga, va di lusso nel caso si trovino in quei 527 comuni (in tutto Italia) in cui oltre a Telecom altri operatori arrivano con le proprie infrastrutture fino alla centrale telefonica, in questo caso vi è una maggior concorrenza nelle tariffe. Va di lusso se la qualità della linea è tale da raggiungere velocità di 1-2 Mbit a fronte di velocità dichiarate che arrivano fino a 20 Mb. In Francia, invece, la copertura a banda larga sfiora il 100%, la concorrenza è garantita dalla presenza di diversi operatori che vendono all’ingrosso, in Italia c’è solo Telecom, e da autorità garanti che sanzionano gli operatori in caso di infrazioni (multa recente di 500 milioni di euro per cartello, comminata agli operatori mobili francesi). La concorrenza garantisce un continuo aumento dei livelli di prestazione e qualità dei servizi, che in Italia manca. L’ultima dimostrazione è l’annuncio ormai prossimo, che darà France Telecom, di una adsl a 100 (CENTO) MB a 45 euro mensili, riservata nelle prime fasi solo ai parigini.

L’offerta France Telecom va a sovrapporsi alle promesse Iliad che già hanno delineato pacchetti da 50Mbit/sec al costo di 30 euro mensili (comprensivi di IPTV ad alta definizione e gratuità di chiamate su telefonia fissa). L’incumbent francese avrebbe confidato a Forbes di avere in previsione già 200.000 abbonati al nuovo servizio entro la fine del 2008.

Nel nostro bel paese Telecom lancia fantomatici progetti anti digital divide dai disastrosi risultati e continua ad accumulare ritardi ingiustificati nell’ampliamento della copertura a banda larga, nonostante tariffe adsl elevate rispetto ad altri paesi. In Francia Telecom Italia, causa effettiva concorrenza, è costretta ad adattarsi ( vende Alice 20 Mb, canone telefonico e telefonate illimitate, TV tutto compreso in 24,95 euro), in Italia continua a percepire un canone telefonico, che dovrebbe servire per ammodernare la rete, ma, visto i risultati, viene probabilmente utilizzato per altri scopi. Per questo ADD ha lanciato una petizione per l’abolizione del canone telecom e del canone addizionale sulle linee solo dati. Non è assolutamente giustificabile essere indietro in copertura, prestazioni e qualità dei servizi, pur pagando canoni e tariffe che dovrebbe garantire risultati eccellenti per questi 3 fattori.

Fonte ADD

14 marzo 2007 Posted by | banda larga, Digital Divide, Divario Digitale, tariffe adsl | Lascia un commento

Abolizione Canone Telecom Italia, Firma la Petizione

Anti Digital Divide www.antidigitaldivide.org lancia una petizione per l’abolizione del canone telefonico e del canone addizionale sulla linea solo dati.

Tutte le informazioni a questo indirizzo.

8 marzo 2007 Posted by | petizione | 2 commenti

Divario Digitale il Blog di ADD

Anti Digital Divide crea un blog dedicato alle news sul mondo delle Tlc in particolare banda larga e digital divide. Il nome del blog è Divario Digitale


19 febbraio 2007 Posted by | banda larga, Digital Divide, Divario Digitale | 1 commento

Tariffe Adsl meno care con Bitstream, ma Quando?

Riporto un comunicato dell’associazione Anti Digital Divede che tratta di Neutralità della rete e tariffe adsl.

Alice 20 MB viola la neutralità della rete, ha bassi standard di qualità e si basa su walled garden, recinti che danneggiano gli operatori alternativi e gli utenti, così come Anti Digital Divide aveva previsto fin dalla presentazione dell’offerta. Telecom Italia non rispetta la sentenza del TAR che stabiliva il blocco della commercializzazione di Alice 20 MB. AGCOM sembra ignorare tutto questo. Nei prossimi giorni governo e AGCOM si riuniranno per decidere sull’introduzioni dell’offerta bitstream. Telecom dal 2004 si era impegnata a presentare un’offerta all’ingrosso che si basasse sul metodo cost plus, cioè la tariffa all’ingrosso doveva basarsi sui costi effettivi sostenuti da Telecom per fornire il servizio, questo avrebbe evitato che Telecom continuasse a percepire extraprofitti, e comportato una diminuzione delle tariffe per i consumatori. Ora con “soli” 3 anni di ritardo, e dopo diverse sollecitazioni di ADD ad AGCOM per accelerare il processo, sembra che Telecom si sia decisa a presentare tale offerta e che l’autorità garante stia per approvarla.
Anti Digital Divide, oltre che velocizzare il più possibile l’adozione dell’offerta bitstream, chiede al governo e ad AGCOM di prendere un forte impegno per garantire la neutralità della rete, di dare spiegazioni del perchè nonostante la sentenza del TAR, Telecom continui a commercializzare alice 20 Mb, sul perchè si permette a Telecom, che è un operatore con significativo potere di mercato, di creare dei recinti e svantaggiare utenti e operatori, rete ip chiusa, servizi che funzionano solo con apparati forniti da Telecom (modem, router, videotelefono ecc), telefonate gratis solo verso i clienti Telecom.
Dall’indagine sulle intercettazioni Telecom emerge, che oltre a politici, giudici e migliaia di cittadini, anche le autorità garanti sono state intercettate, ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a sospettare qualcosa, visto che le autorità sembrano più impegnate a proteggere il monopolio Telecom, che a difendere i diritti degli utenti, rallentando il processo di liberalizzazione invece di velocizzarlo. Torniamo inoltre a chiedere lo scorporo della rete Telecom, a cui il ministro Gentiloni sembra favorevole. Ora anche Fini afferma che il piano Rovati per far tornare la rete di Telecom pubblica non era poi così sbagliato. Molti si chiedevano come il piano Rovati sulla rinazionalizzazione della rete Telecom fosse finito nelle mani di Tronchetti Provera, che poi lo ha passato ai giornali provocando grande scandalo, e se centrassero qualcosa le intercettazioni?

L’importante è che ora governo e AGCOM diano spiegazioni sugli interrogativi posti in questo documento.


17 febbraio 2007 Posted by | banda larga, Digital Divide, Neutralità Rete, tariffe adsl | 2 commenti